per vari motivi non ho potuto aggiornare il sito....con la fiorentina avrei voluto farlo...perchè è stata una cosa fantastica allo stadio....ma oggi ho solo una parola per questi ragazzi che hanno saputo ribaltare una situazione impossibile....
per me voi sarete sempre una LEGGENDA.

Meno due per il Cagliari! Fini, che dopo un gol fantastico, preso dalla foga si è tolto la maglia conquistando la seconda ammonizione, e Pisano, che reagisce mentre sta a terra alle parole di un avversario, anche per lui due gialli. Ora, se non fosse che si stava due a zero, uno potrebbe pensare alla disfatta, anche se in realtà ci si pensa comunque quando una compagine manca di due uomini in campo, ma così non è stato. Tenaci come poche volte i rossoblù si sono difesi, e a fronte di qualche pericolo scampato, hanno saputo creare comunque i presupposti per il tre a zero in contropiede. Emblema dello spirito di questa squadra è stato Jeda, che spesso si è sacrificato anche come terzino, quando negli ultimi minuti , a seguito delle sue discese lungo la fascia, Agostini trovava delle difficoltà nel rientrare nella sua zona. Conti poi ha saputo trovare la forza per una discesa, e superando una selva di gambe azzurre quasi segnava.
Isolani subito in vantaggio con Aquafresca, poi contropiede. Secondo tempo che inizia con l’Empoli avanti, ma dopo un quarto d’ora è il Cagliari a riprendere in mano il gioco, e dopo cinque minuti Fini trova il gol della carriera con un missile al volo da fuori area, apprezzabile specialmente la coordinazione! Il resto è lotta in doppia inferiorità numerica, paura e sudori freddi. Il triplice fischio finale sa di impresa, come l’intero girone di ritorno. Quattro partite e cinque punti di vantaggio. La Reggina avrà solo scontri diretti, e si aggiungono altri incontri dello stesso tipo. Il Cagliari avrà davanti l’Inter, la Fiorentina(in casa), l’Udinese, e infine la Reggina, in casa, nella speranza di aver già chiuso i conti. Fare tre punti il prima possibile, anche se è difficile, così da chiudere il discorso prima dell’ultima partita del campionato. Domenica probabilmente ne sapremo qualche cosa in più.
Chiunque tifi il Cagliari, ieri a dieci minuti dalla fine ha iniziato a tremare. Troppi gol sprecati, troppi pali colpiti (l’ultimo a 30’’ dalla fine), troppi contropiede persi e palloni buttati al vento sul finale. Troppi punti in comune con Sampdoria Cagliari. I minuti finali sono stati dannatamente pesanti, quasi drammatici. È arrivato poi il fischio finale, l’urlo liberatorio, l’adrenalina per un’impresa necessaria quanto difficile. Quando batti una diretta avversaria che sta a pari punti, ti rendi conto che è come se avessi conquistato sei lunghezze e non tre. Scacci via le streghe, il tabù trasferta è infranto. Ti senti leggero e forte. Ti senti vincente.
Ma il cammino è duro! Ci sarà da sudare, domenica in casa un’altra avversaria da staccare, l’Empoli. Il Cagliari avrà assenze pesantissime, Cossu, Parola, Canini, Agostini. Una battaglia decisiva, questo sarà! Se si vince sarà a portata di mano la salvezza, il che è già di per se un’impresa ripensando all‘intero campionato. Siamo stati a lungo ultimi e dati per spacciati. La maggior parte, compreso me, non credeva se non nel proprio intimo alla salvezza, ora siamo probabilmente assieme al Parma la formazione più quotata per quello che sarebbe un vero e proprio miracolo. Spesso ho pensato fosse finita, più per scaramanzia che per altro. Le speranze minime erano legate all’inserimento completo di Storari Jeda e Cossu. Un paio di partite e sono diventati decisivi, e allora la speranza è rinata. E poi siamo sinceri, se tifi Cagliari hai esperienza in fatto di salvezze assurde. C’è comunque tantissimo da lottare, la permanenza in A è tutta da guadagnare ancora. Domenica si vedrà, domenica probabilmente si deciderà tutto.
Un pari forse un po’ immeritato, quanto meno fortunato. Questo viene in mente al triplice fischio finale di Cagliari Roma, terminata sul punteggio di 1a1 con reti di Ferrari(aut) e Totti su punizione dalla distanza. Quel che conta comunque è che si è strappato un punto che in chiave salvezza sa di piccolo tesoro. Il Cagliari non gioca bene come nelle ultime uscite, fatta eccezione dei primi quindici minuti. Fase iniziale che vede i rossoblu incapaci di raddoppiare, diverse le occasioni, su tutte un uno contro uno di foggia con il portiere malamente gestito da folletto rossoblù. Dopo di che è solo Roma, con un super Storari. L’estremo difensore cagliaritano nonostante qualche colpa sul gol degli avversari, si evidenzia per grandi interventi. Proprio Storari, oltretutto romanista, è il maggior artefice di questo buon pareggio assieme agli stessi romanisti, che sprecano uno dopo l’altro una serie di palle gol che risulteranno pesantissime dopo la sfida Lazio Inter, anch’essa terminata sul pari. Per il Cagliari è un punto che significa speranza, per la Roma probabilmente una delle ultime occasioni per agganciare un’Inter sempre più in crisi di risultati.
Qualche appunto a Ballardini stavolta, e non solo stavolta, va fatto. Nonostante grandissimi meriti, e le evidenti migliorie apportate in sede di mercato alla formazione in sede di mercato, c’è da dire che spesso non riesce a cambiare le carte durante il gioco, il che per un allenatore non è un handicap da poco. Fare a meno di Conti non è cosa semplice si sa, però va anche detto che un conto è schierare il romano nella mediana e un conto Cossu. Il cagliaritano infatti ha grandi doti, ma pare perdersi quando deve ricoprire il ruolo di Daniele Conti, che unisce tecnica a testa, geometria a sostanza. L’equilibrio che si ottiene nel centrocampo tipo Parola Conti Fini si perde quando al posto del romano va Cossu. Appare troppo leggerina la mediana, incapace così di spezzare il gioco, di mostrare i muscoli. Probabilmente sarebbe stato meglio da subito, o ad inizio ripresa sostituire Fini con Biondini, con quest’ultimo che dona maggiore forza fisica consentendo a Cossu maggiore libertà. Così non è stato fatto, e solo gli ultimi dieci minuti il Cagliari è riuscito a spezzare il continuo attacco della Roma. Guarda caso quando il centrocampo è passato da 2/3 di tecnica (Fini-Cossu) e 1/3 di muscoli Parola, a 3/3 di forza fisica Del grosso(si non è un omone, ma ha comunque l’indole del difensore), Parola e Biondini. Lo scotto pagato gli ultimi minuti è stato ovviamente la scarsa capacità di costruire a centrocampo,però per lo meno non si subiva.
Detto questo, il tecnico essendo squalificato seguirà la partita di Milano dalla tribuna. Non sarà semplice fare punti in terra rossonea, non solo perché la formazione condotta da Ancelotti è obbligata a vincere dopo l’ennesima brutta figura rimediata in questo campionato, ovvero la sconfitta interna con la dea, ma anche per le polemiche arbitrali seguenti quest’incontro. Ci sarà da scommettere che l’arbitraggio non sarà dei più neutrali, o comunque dei più lucidi. Poco male, la partita realmente importante per il Cagliari sarà la seguente in terra labronica contro il Livorno. I motivi che rendono fondamentale questa partita sono almeno due, prima di tutto è uno scontro diretto, il che si sa significa che non si tratta di tre semplici punti, il secondo per il discorso scontri diretti, la prima discriminante in caso di punti uguali a fine campionato. Come detto in altre occasioni è un finale di campionato duro, pieno di difficoltà, ma che rende gli appassionati ancora più coinvolti nella fase finale dei giochi. Non manca poi tanto a sapere come finirà.
Mancano pochi minuti quando la Sampdoria pareggia. Immeritatamente per il gioco espresso dal Cagliari, ma è inutile aggrapparsi a quel gol di Acquafresca annullato per una svista, troppi errori sotto porta. Sampdoria Cagliari poteva e doveva essere vinta in scioltezza visto il dominio sul campo, ma così non è stato. Un punto solo dunque, un punto che non basta a lasciare l’ultimo posto. Ma oggi arriva una bella notizia, la penalizzazione ai danni del Cagliari per il caso Grassadonia è stata annullata, e dunque si fa un bel balzo in avanti agganciando il Livorno. Vincere sabato sarebbe stato il massimo, anche in previsione delle prossime partite, Cagliari-Roma, Milan-Cagliari, Livorno-Cagliari. E ancora da affrontare squadre del calibro di Udinese, Fiorentina, Inter e le dirette avversarie Empoli e Reggina. Empoli e Reggina che ora stanno dietro la compagine sarda. Se fosse arrivata la vittoria contro i blucerchiati si sarebbe toccata quota 30 con cinque squadre alle spalle. Ma non si può perdere tempo con questi discorsi perché sabato, e dunque la Roma, è alle porte. Si preannuncia, tanto per cambiare, un finale di campionato al cardiopalma. I presupposti per una salvezza semplice ci stavano tutti ad agosto, poi, per motivi che ora non sto a elencare nuovamente, il giocattolo si è rotto. Mister Ballardini è l’uomo dei miracoli, i calciatori i nostri guerrieri e noi tifosi gli innamorati che poco possiamo fare, ma quel poco lo facciamo fino in fondo. Lo stadio dovrà essere gremito sabato, anche se con la Roma le speranze sono pochissime. I veri tifosi sanno che quando lo stadio chiama nessun pronostico può essere abbastanza sfavorevole da tenerli lontani.. Sabato sarà durissima, ma in ogni caso sarà un’altra partita da ricordare, nel bene e nel male.
Cagliari nelle vene.
Per la classifica attuale:Inter 68 Roma 64 Juventus 58 Fiorentina 53 Milan 49 Udinese 47 Sampdoria 46 Genoa 39 Atalanta 38 Lazio 37 Napoli 37 Palermo 36 Siena 35 Torino 31 Parma 29 Catania 29 Livorno 28 Cagliari 28 Reggina 27 Empoli 26